Un'insegnante del "Manzetti" presa a pugni in un occhio mentre cerca di sedare una rissa in palestra, con il resto della classe fermo a guardare

redazione 12vda.it
L'ingresso della scuola dei 'geometri' del 'Manzetti' di Aosta

Tornerà a scuola lunedì 10 dicembre la docente di "scienze motorie" dell'Istituzione scolastica di istruzione tecnica "Innocent Manzetti" di Aosta che nella mattinata di lunedì 27 novembre è stata colpita in faccia, ad un occhio, da un alunno, mentre stava cercando di sedare una rissa nella palestra della sede in via Festaz.

L'esclusione di un ragazzo disabile ha provocato una rissa. I ragazzi di una classe seconda del corso di "amministrazione, finanza e marketing", erano in palestra e, durante la lezione, si stavano dividendo in squadre: si stavano definendo le squadre ma nessuno dei due "capitani" ha scelto il compagno di classe con disabilità ed i due hanno iniziato ad insultarsi pesantemente, arrivando a spintonarsi e quindi venendo alle mani. Tra gli studenti nessuno è intervenuto per cercare di separare i due litiganti e l'insegnante, che non poteva chiamare aiuto, dato che la palestra è in una zona lontana dalle aule, ha cercato di interrompere la rissa mettendosi in mezzo e, quando uno dei due ha preso violentemente per il collo l'altro, si è presa un pugno in faccia, sull'occhio.
La lezione è stata quindi immediatamente interrotta, la docente è stata accompagnata al "Pronto soccorso" di Aosta da un parente arrivato a predendela scuola, dove le sono state riscontrate lesioni guaribili, salvo complicazioni, in due settimane. Per accertamenti è stato portato in "Pronto soccorso" anche lo studente che è stato preso per il collo. L'insegnante ha scelto di non presentare nessuna denuncia penale: «non è nella mia logica sminuire, perché queste cose mi fanno arrabbiare - commenta a 12vda la professoressa Susanna Occhipinti, dirigente del "Manzetti" - quello che è accaduto è brutto ed antipatico, però succede in tutte le scuole, qui sono due anni che non accadeva nulla, tra l'altro in una classe dell'indirizzo più tranquillo di tutto l'Istituto».

I due ragazzi, due diciassettenni ripetenti, sono stati mandati a casa e sospesi per due giorni: «si sono scusati per l'accaduto - aggiunge la Occhipinti - e rischiano il "cinque" di condotta. Però sono dei "bravi ragazzi", uno dei due era decisamente in lacrime per quanto era successo, e l'altro sostiene di essere stato lui ad essere stato colpito per primo, ma è anche stato quello che ha iniziato a provocare. Tra l'altro, ma questo non lo scriva, pare che uno dei due abbia dovuto sopportare, poco prima, una delusione d'amore».
I due studenti non staranno a casa nei due giorni di sospensione, ma dovranno essere impiegati nei lavori socialmente utili: «il nostro è un regime in cui si prevede di essere redenti, e per questi casi abbiamo organizzato un protocollo - evidenzia ancora la dirigente del "Manzetti" - che prevede prioritariamente che i ragazzi veranno accompagnati per l'assistenza ad un ragazzino autistico di questa scuola, che prima avrà bisogno di creare con loro una relazione di conoscenza e poi lo potranno accompagnare tutto il giorno nelle sue attività. E' una modalità molto educativa ed i due ragazzi dovranno scrivere anche una relazione che verrà mandata al Consiglio di classe».
Non verranno invece presi provvedimenti disciplinari per il resto della classe, rimasta a guardare: «io ho investigato - precisa la professoressa Occhipinti - ed in realtà il tutto è durato dieci secondi, se fosse andato avanti, probabilmente mi auguro che qualcuno sarebbe intervenuto. Sono ragazzotti, uno spintone ci sta, non giustifico e mi dà fastidio, ma vorrei solo dare il peso e la misura giusta all'accaduto, qui è successo quello che succede in tutto il mondo, e noi siamo intervenuti immediatamente come andava fatto. In altri casi più gravi le notizie non sono usciti per mesi, forse perché chi gestisce la scuola interessata ha più influenza...».

Trentasei aggressioni a docenti nel 2017. Come ha ribadito la dirigente del "Manzetti", anche questo caso non rappresenta un'eccezione nella scuola italiana, con docenti che si trovano, loro malgrado, a dover gestire, studenti violenti, maleducati e prepotenti, senza poter reagire in alcun modo. Lo scorso anno sono state trentasei le aggressioni denunciate, tra cui, nel novembre 2017, quella all'Istituto "Galilei" di Mirandola, località in provincia di Modena, durante una lezione, un quindicenne ha lanciato un cestino dell'immondizia contro la professoressa di matematica, ripreso dai telefonini dei compagni di classe, mentre quella più recente, lo scorso 29 ottobre, ha coinvolto un'insegnante 55enne, all'Istituto "Floriani" di Vimercate, nell'hinterland milanese, colpita da una sedia all'inizio della lezione, con la classe che aveva organizzato l'agguato spegnendo la luce dopo che la donna era entrata in classe: anche in questo caso l'insegnante ha subito lesioni che l'avevano costretta a casa per cinque giorni, ma sono numerose sono le testimonianze, realizzate abusivamente dagli stessi studenti, utilizzando impropriamente lo smartphone a scuola e poi messe in Rete, nei quali si vedono professori minacciati in classe.
Dopotutto anche nello stesso "Manzetti" di Aosta, allo sportello della "segreteria studenti", si può leggere l'avviso che "richiede agli studenti un comportamento corretto e rispettoso nei confronti di tutto il personale di segreteria" a cui è stato aggiunto un secondo cartello che riporta un aforisma, attribuito a Buddha, che sottolinea che "la gentilezza dovrebbe diventare il modo naturale della vita, non l'eccezione". 
«Non abbiamo la possibilità di raddoppiare gli insegnanti - conclude la Occhipinti, a fronte dell'ipotesi di organizzare delle "compresenze" - anche se noi abbiamo attivato il potenziamento tutte le volte che possiamo e quando lo riteniamo opportuno, ma questa è stata sempre una classe tranquilla».

ultimo aggiornamento: 
Martedì 4 Dicembre '18, h.09.45

La Terra vista dallo spazio