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Un aereo da turismo ed un elicottero si scontrano e precipitano sul ghiacciaio del Rutor. Le vittime sono sette, due feriti in gravi condizioni

redazione 12vda.it
Un momento delle operazioni di ricerca (foto 'Soccorso Alpino' valdostano)

Un aereo da turismo di proprietà dell'Aeroclub di Megève, partito dall'altiporto della località dell'Alta Savoia, in Francia, ed un elicottero della società valdostana "GMH helicopters", decollato da Entrèves, a Courmayeur, che stava svolgendo servizio di eliski, si sono scontrati nel pomeriggio di venerdì 25 gennaio, poco prima delle ore 16, cadendo sul ghiacciaio del ;"Rutor", nel territorio del Comune di La Thuile, a 2.600 metri di quota. Sette le vittime accertate, con due feriti che, miracolosamente, sono sopravvissuti.

«Sull'aereo c'erano tre persone mentre sei erano sull'elicottero - ha spiegato Pio Porretta, capo della "Protezione civile" della Valle d'Aosta, nella serata di venerdì 25 - stiamo procedendo con una indagine tecnica operativa per risalire a tutte le identità e mancano quindi ancora due persone». Le ricerche, che hanno interessato un raggio di trecento metri dal luogo in cui sono precipitati l'elicottero e l'aereo, sono poi riprese alle ore 7.40 di sabato 26 e poco prima delle ore 11 si sono concluse, con il ritrovamento dei corpi delle due vittime restanti.

I due feriti, in gravi condizioni, dopo essere stati trasferiti al "Pronto Soccorso" dell'ospedale "Parini" di Aosta sono stati ricoverati nel reparto di rianimazione, con un politrauma ed in prognosi riservata ma fuori pericolo di vita: «avevamo già attivato la "shock room" - ha aggiunto Luca Montagnani, direttore del Dipartimento emergenza, rianimazione ed anestesia dell'Azienda Usl della Valle d'Aosta - con una équipe multidisciplinare, tre sale operatorie dedicate all'emergenza e sei posti in terapia intensiva post-operatoria. Il codice dei due pazienti non è gravità massima, ne abbiamo ricoverati inizialmente uno in terapia intensiva e uno in diagnostica».
 



Sul luogo dell'incidente hanno operato con tre elicotteri, due dei quali sono arrivati da Torino, le guide ed i tecnici del "Soccorso alpino" valdostano con i medici ed il "gruppo taglio" dei Vigili del fuoco di Aosta, oltre agli agenti della Guardia di Finanza di Entrèves, che hanno cercato di ricostruire la dinamica dell'accaduto. L'allarme è stato dato dalla stessa "GMH Helicopters", che non aveva visto rientrare il proprio mezzo: il piccolo aereo, un "San Jodel D-140 Mousquetaire" da quattro posti, non avrebbe dovuto essere nella zona in quando non aveva comunicato ad Aosta il piano di volo ed il relativo sconfinamento: l'unica certezza è che i due mezzi stavano volando "a vista" e si sono scontrati.
La Procura di Aosta ha aperto un'inchiesta, coordinata dal pubblico ministero Carlo Introvigne che insieme al procuratore capo, Paolo Fortuna ha effettuato un sopralluogo in quota ed hanno aperto un fascicolo per omicidio colposo plurimo e disastro colposo. Un'analoga inchiesta è stata aperta anche da parte della "Agenzia nazionale per la sicurezza del volo".
 



I corpi delle sette persone decedute sono state portate a Courmayeur, ad Aosta ed a La Thuile. Una delle vittime è il pilota dell'elicottero, Maurizio Scarpelli, 53enne residente a Firenze, che lavorava da tre settimane a Courmayeur, padre di due figlie, con esperienza anche nella "Protezione civile" e nel "Servizio anti-incendio". Con lui sono morte alle altre quattro persone, tra cui la guida alpina tedesca Frank Henssler, 49 anni, residente a Gressoney-La-Trinité, sposato con Maiken Birnbaum, affermata fisioterapista sportiva, e padre di due gemelli, Pius e Jasper, di dodici anni, che da sette anni operava in Valle d'Aosta proprio nel settore dell'eliski, i coniugi tedeschi Christoph Jakob ed Ingrid Sattler Jakob, entrambi di 58 anni, e Maximilian Karl Ludwig Schierer, imprenditore bavarese di 48 anni. L'unico sopravvissuto dell'elicottero è Martin Werner, 34enne, anche lui tedesco.
Sull'aereo c'erano invece l'istruttore Philippe Michel, 64 anni, di Mennecy, che l'altro sopravvissuto, e due allievi, entrambi deceduti, Bruno Marais, francese di 59 anni ed Arnaud Goffin, aspirante pilota belga 51enne, che pare fosse alla guida del velivolo: «conosco la zona dell'incidente aereo vicino al Rutor - ha commentato su "Twitter" l'ex presidente della Regione, Luciano Caveri - e stupisce che, in una giornata limpida, ci sia stato lo scontro terribile nel cielo fra un elicottero ed un piccolo velivolo. Qualcuno ha sbagliato le procedure».

I rottami dell'elicottero e dell'aereo sono sequestrati dagli inquirenti e Philippe Michel è stato posto in stato di fermo con le accuse di disastro aereo colposo aggravato ed omicidio colposo plurimo aggravato: dopo l'interrogatorio di garanzia in ospedale, gli è stata notificata la misura cautelare e, dopo essere stato dimesso, l'uomo ha affittato un alloggio ad Aosta dove sta scontando gli arresti domiciliari, in attesa del processo.
A luglio sono state ritrovate due "dashcam" che hanno ripreso lo schianto tra l'elicottero e l'aereo.

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