Tutti assolti i sette imputati coinvolti nel processo penale sui finanziamenti pubblici al Casinò. Luca Frigerio affronterà il rito ordinario

redazione 12vda.it
Il momento finale del processo penale sui fondi pubblici al Casinò

Reazioni emotive differenti sono quelle che si potevano osservare nella serata di giovedì 8 novembre, quando si è concluso, con l'assoluzione di tutti i sette imputati, il processo penale di primo grado in merito ai finanziamenti regionali alla "Casino de la Vallée SpA". I tre amministratori pubblici ed i quattro tecnici (comunque nominati dalla politica) dovevano rispondere delle accuse di truffa ai danni dello Stato e di falso in bilancio, dopo che, da luglio 2012 a dicembre 2015 avevano fatto entrare, nelle casse della partecipata regionale a rischio fallimento, 140 milioni di euro di fondi regionali, oltre ad non aver segnato, nei relativi bilanci, una perdita d'esercizio di quasi 47 milioni di euro.

«Dopo tanto tempo sulla graticola, inequivocabile il nostro lavoro per il bene della Regione». Dopo tre udienze a porte chiuse, come previsto dal "rito abbreviato", e quattro ore di camera di consiglio, il giudice per le udienze preliminari Paolo De Paola ha disposto la prescrizione per i fatti relativi al 2012, quando venne liquidato un primo finanziamento da cinquanta milioni di euro, e l'assoluzione perché «il fatto non sussiste» per gli altri tre anni.
Il pubblico ministero Eugenia Menichetti, che si riserva di commentare la sentenza tra settanta giorni, quando saranno depositate le motivazioni, aveva chiesto una pena di quattro anni e mezzo per l'ex presidente della Regione Augusto Rollandin, assessore regionale alle finanze "ad interim" nel 2012, attuale consigliere regionale dell'Union Valdôtaine, due anni per collega Mauro Baccega, ex assessore regionale alle finanze della Giunta Rollandin nel settembre 2013 e tre anni per l'ex assessore regionale Ego Perron, che era subentrato allo stesso Baccega negli anni successivi: «tutti assolti! - ha esultato Perron, il primo a parlare all'uscita dell'aula - una sentenza che riporta un po' di giustizia e di verità nel senso che, dopo tanto tempo sulla graticola, credo sia inequivocabile oggi, che abbiamo sempre operato per il bene della Regione, non infrangendo nessuna regola, cercando semplicemente di salvaguardare un'azienda che è stata ed è un patrimonio per questa comunità, che dà lavoro ancora a settecento persone, che produce ancora degli introiti ed un indotto positivo. E' un'azienda che vive una fase di difficoltà ed in quel momento abbiamo fatto tutto il possibile per mantenere in piedi la sua occupazione e la sua produttività».



«Se non davamo i soldi il Casinò sarebbe già chiuso da quattro anni». «Il commento credo che sia evidente e scontato - ha aggiunto Rollandin quasi in contemporanea - per noi questa era una croce. Il fatto di immaginare che ci fossero queste situazioni dopo aver fatto di tutto per cercare di reggere all'impatto che doveva esserci sulla Casa da gioco, dopotutto noi abbiamo dato i soldi per ristrutturare, sennò questa sarebbe già chiusa da quattro anni. Sentire questo ci dispiaceva moltissimo, quindi siamo molto contenti, insieme ai colleghi, di essere riusciti a superare questa empasse difficile».
«Sono felice - ha ribadito Baccega - sono stati mesi difficilissimi, mesi complicati, mesi nei quali siamo andati spesso sui giornali per aver compiuto il nostro dovere, aver fatto il nostro dovere, fino in fondo. Abbiamo finanziato, come dovuto, come abbiamo finanziato altre aziende ed altre situazioni, un'azienda che era in gravi difficoltà, e questo non può essere considerato una truffa. Era il nostro lavoro, era il nostro compito cercare di sostenere il Casinò. Quello che è successo successivamente sarà un'altra storia, ma quello che noi abbiamo fatto come Giunta Rollandin, relativamente agli impegni assunti come Casinò, sono stati impegni estremamente regolari, estremamente conformi alla legge, tutti giustificati da accertamenti fatti dagli uffici, dalla "Finaosta" e che hanno portato ad assumere delle deliberazioni estremamente corrette. Questa accusa di truffa era un'accusa molto pesante, siamo lieti di esserne usciti a testa alta, per il momento».

Due sentenze diverse su una vicenda simile. Il "per il momento" di Baccega si riferisce, con tutta probabilità, all'altra vicenda parallela sui finanziamenti pubblici al Casinò, quella amministrativa, della Corte dei conti della Valle d'Aosta, che non aveva voluto aspettare la conclusione del processo penale ed aveva condannato, due settimane fa, tra gli altri, Rollandin, Baccega e Perron al pagamento di quattro milioni e mezzo di euro ciascuno per il danno erariale nei confronti della Regione.
I tre si trovano ora in una situazione al limite della schizofrenia, sempre con i conti ed patrimoni sequestrati "conservativamente" (con Rollandin che, a fine mese, dovrà affrontare, insieme al collega Claudio Restano, un'azione revocatoria verso 289 proprietà donate ai figli tra febbraio e giugno 2017, per un valore nominale di oltre un milione di euro), con due diverse Corti che hanno valutato in maniera diametralmente opposta le presunte responsabilità, in attesa dei relativi processi di appello, che potrebbero modificare (ma anche confermare) le sentenze di primo grado.
Durante il dibattimento è emerso che il processo penale, rispetto all'impostazione data dalla Menichetti, che si è vista rifiutare l'acquisizione d'ufficio dell'istanza di fallimento della "Casino de la Vallée" depositata mercoledì 7 novembre dal collega Luca Ceccanti, è stato poi impostato su binari "tecnici" a differenza di quello amministrativo che ha condannato la volontà politica di finanziare un'azienda "in decozione".

«E' la fine di un periodo più che difficilissimo». Infatti è stata totalmente diversa la reazione dei tre commercialisti che formavano il collegio dei revisori dei conti della Casa da gioco nei quattro anni interessati, che erano stati accusati, oltre che di truffa, anche di falso in bilancio, Fabrizio Brunello, Jean-Paul Zanini (per entrambi era stata chiesta una condanna a cinque anni di carcere) e Laura Filetti (richiesti due anni di pena per il solo falso in bilancio, la commercialista aostana è ancora sindaco effettivo della "Casino de la Vallée"), insieme all'ex amministratore unico Lorenzo Sommo (verso il quale era stata chiesta una pena di tre anni), che ha approvato il bilancio 2015: tra di loro, a parte Zanini che è fuggito subito («La giustizia ha fatto il suo corso, lasciamo parlare gli avvocati...», si è limitato a commentare) è stata la Filetti ad esplicitare la felicità per l'assoluzione: «non riusciamo a realizzare ancora - ha dichiarato - ma sono veramente contenta e sollevata, molto molto contenta. Grazie alla squadra di avvocati che abbiamo preso, è eccezionale, è la fine di un periodo più che "difficilissimo", ma il merito è degli avvocati, noi abbiamo dato il nostro contributo, ma il merito è tutto loro».
«Siamo contenti - ha aggiunto la sua legale, Maria Rita Bagalà - abbiamo lavorato bene, è stato un gioco di squadra, abbiamo lavorato tutti insieme, non ci siamo sovrapposti, poi l'avvocato Bellora è il top!»

Per Luca Frigerio si terrà un processo pubblico con rito ordinario. «Per noi è stata la miglior formula possibile - ha confermato Corrado Bellora, difensore di Fabrizio Brunello - per quanto il dottor Brunello c'è stata assoluzione su tutta la linea, questo sicuramente non può che farmi piacere, sia perché è stato un processo molto difficile, molto faticoso e molto tecnico, sia perché sono intimamente convinto che sia una sentenza giusta. L'imputato che non ha scelto l'abbreviato evidentemente è stato rinviato a giudizio».
L'ottavo imputato è Luca Frigerio, amministratore della "Casinò de la Vallée" che risponde per i bilanci degli anni 2012, 2013 e 2014, la cui richiesta di "rito abbreviato condizionato" era stata rifiutata dal Giudice per le udienze preliminari, che adesso dovrà sopportare un processo pubblico con rito ordinario in cui dovrà difendersi sempre dalle accuse di truffa e falso in bilancio.
Nel procedimento la Regione, socio di maggioranza della "Casino de la Vallée SpA" con il 99,9 per cento delle quote, si era costituita parte civile: "rileviamo con soddisfazione la sentenza di assoluzione pronunciata dal giudice Paolo De Paola sulla questione dei finanziamenti al Casinò di Saint-Vincent - si legge in una nota dell'Union Valdôtaine - ed esprimiamo la nostra solidarietà agli amministratori ed ai membri del Consiglio sindacale coinvolti, loro malgrado, in questo caso, sebbene abbiano operato correttamente al solo scopo di mantenere un'azienda importante per la nostra regione, consapevoli che l'amarezza ed il danno materiale ed immateriale che hanno subìto non saranno facilmente superabili".

ultimo aggiornamento: 
Venerdì 9 Novembre '18, h.10.40

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