Quindici persone coinvolte nell'inchiesta "Do ut des" per corruzione negli appalti pubblici: misure cautelari per otto, arrestato l'ex capo dell'ufficio tecnico di Valtournenche

redazione 12vda.it
Fabio Chiavazza (foto da 'Facebook')

«Qua di lavora, non stiamo mica a pettinare le bambole», scriveva su "Facebook", nel luglio 2014 Fabio Chiavazza, 48 anni, geometra residente a Challand-Saint-Victor, originario di Cuneo, responsabile dell'ufficio rifiuti della "Unité des Communes Mont-Cervin", arrestato all'alba di martedì 20 novembre dai Carabinieri del Comando Compagnia di Saint-Vincent - Châtillon, nell'ambito dell'indagine denominata "Do ut des" che, coinvolge quindici persone e, come spiegano dall'Arma, «ha consentito di riscontrare una rodata attività criminale nella gestione e nell'affidamento di appalti pubblici».

Corruzione, concussione, abuso d'ufficio e turbata libertà del procedimento. Chiavazza, che è stato cancellato dall'albo dei geometri della Valle d'Aosta nel giugno 2013, e che ha ricoperto il ruolo di responsabile dell'ufficio tecnico del Comune di Valtounenche dal 2016 ad inizio 2018, quando è stato trasferito alla Dirigenza dell'area tecnico-manutentiva per poi passare, nello scorso luglio, all'Unité, è stato arrestato insieme ad altre sette persone, accusate dagli inquirenti della Procura di Aosta di corruzione, concussione, abuso d'ufficio e turbata libertà del procedimento di scelta del contraente.
Per gli inquirenti che, coordinati dal pubblico ministero Luca Ceccanti, hanno indagato tra novembre 2017 ed maggio 2018, monitorando oltre trenta appalti di cui venti pubblici, per un valore complessivo di circa venti milioni di euro, Fabio Chiavazza «forte del proprio incarico e della piena fiducia dell'allora sindaco (Deborah Camaschella, che non è indagata, n.d.r.) non ha esitato a porre in essere una serie di condotte illecite al fine di favorire le proprie cerchie di amicizie e gli imprenditori da cui ha recepito illecite utilità. Nello stesso tempo ha posto in essere pesanti ritorsioni in danno dell'imprenditore edile Enrico Goglio (48 anni, di Saint-Vincent, n.d.r.) che ha avuto l'ardire di opporsi alla seconda richiesta concussiva dal valore di ventimila euro».

Un ditta finta per intascare le "mazzette". Gli "amici" di Chiavazza sono i titolari della ditta "Edil Vu Srl" di Challand-Saint-Victor, Ivan Vuillermin, 44 anni, Loreno Vuillermin, 68 anni, e Renza Dondeynaz, 64 anni, ai quali le notifiche degli arresti domiciliari sono state consegnate a favore delle telecamere del telegiornale regionale, nelle prime ore di martedì 20 novembre, che casualmente si trovavano proprio davanti ai capannoni della società edile.
Per i Carabinieri, la "Edil Vu", ha «ampiamente e ripetutamente goduto della disponibilità di Chivazza a strumentalizzare il proprio ufficio per aggiudicarsi numerosi lavori. Oltre settantamila euro è l'importo appurato che il pubblico ufficiale ha percepito tramite fatturazioni false inerenti prestazioni di fatto mai effettuate da una ditta edile a lui riferibile» tanto che è stata avviata anche un'inchiesta fiscale nei confronti di quest'azienda che fingeva di vendere beni e servizi, fatturandoli, incassando così le "mazzette".

Ditte invitate alle gare d'appalto dopo che avevano comunicato le offerte. Gli inquirenti contestano responsabilità penali anche per Corrado Trasino, 54 anni, di Saint-Christophe, titolare di uno studio associato di ingegneria ed architettura, amministratore delegato della "Sitec engineering Srl" di Aosta e consulente tecnico del Tribunale, accusato di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, per l'aggiudicazione di una gara bandita dalla "Anas" di Aosta, con il concorso di altri tre colleghi, Rosario Andrea Benincasa di Caravacio, 51 anni, residente a Torino, originario del Marocco, e Stefano Rossi, 54 anni, di Piacenza: «in particolare - sottolineano i Carabinieri - è emerso che il libero professionista valdostano otteneva appalti per la direzione dei lavori grazie alla compiacenza di un dipendente di "Anas" (Adriano Passalenti, 43 anni, ingegnere civile di Aosta, n.d.r.) al quale indicava le ditte da invitare dopo aver concordato con le stesse gli importi da comunicare nell'offerta».
Le indagini non sono ancora concluse, vista l'enorme quantità di documentazione sequestrata dagli oltre sessanta Carabinieri impegnati nell'operazione: oltre agli otto destinatari delle misure catuelari, autorizzate dal giudice per le indagini preliminari Giuseppe Colazingari, sono stati denunciati, a piede libero, altre sette persone "per condotte di natura minore connesse ai reati contro la Pubblica amministrazione".

Indagato anche il presidente della "Cervino SpA". Gli appalti che, secondo gli inquirenti, sono stati "macchiati" dalle condotte illegali degli indagati sono quelli per i lavori di ribaltamento delle utenze dell'acquedotto di Saint Pierre, avvenuti nel 2014, quando Fabio Chiavazza operava nell'ufficio tecnico prima di andare a Valtournenche, la manutenzione del tratto di strada pedonale denominato "Fiscada" a Valtournenche, nel 2016, per un importo iniziale di 35mila euro, il potenziamento dell'acquedotto a Cervinia, nel 2017, per una spesa iniziale di 250mila euro e l'adeguamento strutturale antisismico e la messa a norma antincendio della scuola media in frazione Crétaz, sempre a Valtournenche, lavori partiti nel 2016, con un importo iniziale di circa 600mila euro ed ancora in corso.
Oltre a questi appalti c'è anche la ricostruzione del bar "Rocce Nere" a Plan Maison, a Cervinia, affidata nello scorso mese di marzo con «promesse e coinvolgimento da parte del Chiavazza per poter superare i limiti previsti dal Piano regolatore al progetto di ampliamento dello stabile», che è di proprietà della partecipata regionale "Cervino SpA" e per il quale è indagato il presidente della società, l'albergatore Federico Maquignaz, 51 anni, e l'assegnazione, risalente a quest'anno, dei servizi tecnici per l'assistenza alla redazione del progetto esecutivo stradale, idraulica, computi, stime elaborati economici e del piano sicurezza e coodinamento dei lavori di completamento della variante agli abitati di Etroubles e Saint-Oyen.

Denunciato anche un candidato del "Movimento Cinque Stelle". Oltre a Maquignaz, tra gli altri denunciati ci sono Paolo Carotenuto, 65 anni, ingegnere civile residente ad Aosta, originario di Isernia, dipendente "Anas" e candidato nel "Movimento Cinque Stelle" alle ultime elezioni regionali, accusato di "tentata corruzione elettorale", Cristina Camaschella, 56 anni, già dipendente dell'ufficio tecnico del Comune di Valtournenche, ora trasferita all'ufficio personale, sorella dell'ex sindaco, Ezio Alliod, 57 anni, architetto di Verrès, già dipendente della Soprintendenza ai beni cultura e consulente tecnico del Tribunale di Aosta, Giuseppe Zinghini, 41 anni, ingegnere civile di Aosta, e Nicolò Bertini, 32 anni, originario di Borgosesia, titolare e direttore tecnico della ditta edile "Bertini Aosta Srl", filiale di Issogne di un'azienda edile omonima di Alagna Valsesia.

ultimo aggiornamento: 
Martedì 20 Novembre '18, h.00.30

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