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L'associazione sta stretta al Forte di Bard, dopo le contestazioni dell'Agenzia delle Entrate che chiede l'Iva del 2015 e 2016

redazione 12vda.it
Una finestra del Forte di Bard

E' stato pubblicato il bando per trovare il nuovo presidente del "Comitato di indirizzo" del Forte di Bard ed entro giovedì 21 marzo si potranno presentare le candidature: «fino a quel momento, diciamo fino a fine marzo, resto a disposizione, ma non voglio più occuparmene» annuncia il presidente dimissionario Sergio Enrico, che lunedì 11 marzo si è incontrato con il presidente della Regione Antonio Fosson e con l'assessore regionale ai beni culturali e turismo Laurent Viérin, dopo che aveva lamentato un eccessivo silenzio che l'ha portato ad abbandonare l'incarico.
«Già lo scorso anno questo Consiglio ha scorporato i ruoli di presidente della Regione e presidente dell'Associazione Forte di Bard - aveva risposto Viérin, mercoledì 6 marzo, in Consiglio Valle ad un'Interrogazione del gruppo della Lega - in merito, sono partite le procedure che vanno nell'ottica di una sostituzione. Va comunque svolta una riflessione sulla forma di gestione del Forte: in questo caso, l'impegno è sì di risolvere la questione contingente del presidente, ma anche di lavorare in condivisone con i tecnici per quanto riguarda la gestione».

«Un impegno che va al di là delle mia disponibilità». «Sapevo che fosse un incarico gratuito fin dal momento del bando - commenta Enrico - ma non pensavo che l'impegno fosse così grande, a tempo pieno, proprio per problemi dovuti alla struttura dell'Ente. E' un impegno che al momento va al di là della della mia disponibilità, preferisco lasciare ad altri. Il Forte di Bard è retto da una associazione e negli ultimi tempi la normativa in merito è cambiata velocemente, mentre il Forte è cresciuto e si è "autoalimentato". Oggi il problema la tipologia: anche l'assessore, in Consiglio Valle, ha sollevato qualche dubbio sulla tipologia dell'associazione: in un momento iniziale poteva essere corretta, ma negli ultimi anni le regole hanno cominciato a restringersi sempre di più. Uno degli aspetti è, come principio generale, la parte commerciale dovrebbe essere minima, residuale, al massimo fino al 49 per cento%. Invece nel nostro caso è aumentata, con il diminuire di quella istituzionale, del contributo regionale» creando poi problematiche con l'Agenzia delle Entrate.

Incassati un milione e mezzo di euro dalla vendita dei biglietti. Al Forte mancano gestori esterni: «nel 2005, quanto era nata l'associazione, In un primo momento, le attività economiche sarebbero state da appaltare all'esterno - evidenzia ancora il presidente dimissionario - ma nessuno ha mai partecipato ai bandi, per cui il Forte se le è portate all'interno e si è adeguato. Se invece fosse andata avanti l'ipotesi inziale di ristorante e albergo con gestione esterna, per esempio, la problematica ora non si sarebbe posta. Attualmente il bilancio del Forte di Bard si aggira sui cinque milioni e 200mila euro, ed in passato è stato ancora più alto. Ci sono prospettive buone, il sistema sta in piedi, ma sono cambiati gli equilibri interni dato che, ad esempio, anche la vendita dei biglietti rientra nel "commerciale", per una somma che, complessivamente, supera il milione e mezzo e dal punto di vista del bilancio è ottimo».

«Si dovrebbe pensare di dividere gli ambiti». «Normalmente i musei hanno un contributo pubblico che spesso supera il cinquanta per cento - sottolinea ancora Sergio Enrico - mentre per il Forte è variabile, l'anno scorso è stato di un miliione ed 815mila euro mentre quest'anno sarà di due mlioni di euro, rispetto ai quattro del 2012, ma in questo modo si crea disequilibrio con la parte commerciale che è più alta rispetto al contributo pubblico e per un'associazione non va bene. Una soluzione potrebbe essere quella di dividere gli ambiti, una contabilità per la parte culturale dell'associazione ed una economica, ma non è così semplice perché bisognerebbe separare anche tutta la parte impiantistica. Sarà compito di chi verrà e non sarà semplice perché il Forte è una macchina complessa, che da una parte ha un obiettivo privatistico come associazione, ma dall'altra ha le stesse regole di un £nte pubblico, trovandosi a gestire un ristorante come un Comune».

L'Agenzia delle Entrate contesta due milioni ed ottocentomila euro. Nella giornata di giovedì 14 marzo si è così tenuta l'ultima riunione del "Comitato di indirizzo" e Sergio Enrico ha quindi chiuso la sua esperienza di presidente nella nuova configurazione organizzativa del Forte di Bard: «abbiamo delle candidature - ha spiegato il presidente della Regione, Antonio Fosson - l'incarico rimane a titolo gratuito, con rimborso delle spese documentate, ma probabilmente affiancheremo una figura specifica» che dovrà gestire la contestazione da parte della "Agenzia delle entrate" a proposito della gestione negli anni 2015 e 2016 con la richiesta è di circa un milione di euro di "Iva" non versata, più altri due milioni di euro di sanzioni, per un totale che si aggira sui due milioni ed 800mila euro.
«Si tratta di finezze tributarie e la contestazione è strutturale - precisa Enrico - quando è nata la Fondazione Forte di Bard, nel 2005, era in forte deficit e dipendeva interamente dal contributo regionale. Poi ha messo in moto un sistema che ha funzionato ed il fatto che la Regione dia sempre meno soldi vuol dire che il bilancio migliora. Nel "Comitato di indirizzo" sono presenti i rappresentanti dei soci, a turno uno per le due fondazioni, per tre anni Ugo Curtaz per la "Fondazione Crt" ed ora Giulia Radin per "Fondazione San Paolo", mentre gli altri quattro sono della Regione, il soprintendente a Beni culturali Roberto Domaine, il dirigente dell'Assessorato al turismo Paolo Ferrazzin e il sindaco di Bard Deborah Jacquemet. La quota annuale del singolo socio si aggira ora sui 150mila euro, che per le due Fondazioni si traducono in contributi su singole mostre, su questa parte non c'è nessun problema fiscale».

Tre possibili soluzioni per uscire dall'impasse. «Invece la Regione dà un contributo straordinario, che dai quattro milioni e mezzo del 2012 è sceso al milione ed ottocentomila euro milioni del 2018 - ribadisce Sergio Enrico - in quanto contributo, non sarebbe soggetto ad Iva, ma secondo l'Agenzia delle Entrate, essendoci una convenzione, questo non è un contributo ma un "contratto di servizio" tra Regione e Associazione». Da qui le due necessità, quella di rivedere la situazione della Fondazione, per restare da ora in poi nei termini richiesti ad un ente "non commerciale" e dall'altra di far fronte alla sanzione: «ci sono tre possibilità - conclude Enrico - pagare subito, oppure far ricorso alla Commissione tributaria, o infine aprire una sorta di patteggiamento e concordare una soluzione, che potrebbe portare a pagare il dovuto ma senza la sanzione» e questa terza soluzione sarebbe quella che alla quale sta lavorando il presidente Fosson.

ultimo aggiornamento: 
Sabato 16 Marzo '19, h.11.40

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