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La nuova legge elettorale Rini-Bertin-Mossa si incaglia in Commissione: quattro astensioni ne rallentano la possibile discussione in Consiglio Valle

redazione 12vda.it
Un momento dello spoglio centralizzato dopo le elezioni regionali 2018

La prima Commissione "Istituzioni e Autonomia" del Consiglio Valle, che si è riunita lunedì 4 febbraio, ha espresso parere favorevole a maggioranza, con quattro astensioni, sul testo coordinato tra le due proposte di legge per l'elezione del Consiglio regionale depositate sei mesi fa da Emily Rini, attuale presidente dell'Assemblea, che prevedeva il mantenimento, dopo la sperimentazione delle elezioni regionali del 20 maggio 2018, dello scrutinio centralizzato dei voti, e dai consiglieri Alberto Bertin di "Rete Civica - Alliance Citoyenne" e Luciano Mossa del "Movimento Cinque Stelle", che introducevano, invece, la "preferenza unica" ed il riequilibrio della rappresentanza di genere.

«La prima commissione ha mantenuto l'impegno che si era assunta nel mese di dicembre di licenziare, entro la fine di gennaio, una proposta di legge elettorale che contenesse i punti principali condivisi trasversalmente dai vari Gruppi consiliari - ha sottolineato Patrizia Morelli di Alpe, presidente della prima Commissione - in particolare quelli tendenti a garantire la non controllabilità del voto e cioè la "preferenza unica" e lo spoglio centralizzato. Per quanto riguarda la rappresentanza di genere, si è convenuto inoltre un aumento al 35 per cento di presenza nelle liste di candidati di genere diverso. E' stata concordata anche la riduzione del numero di firme per la presentazione delle liste ed è stata ampliata la platea dei soggetti certificatori, al fine di favorire la partecipazione democratica. La Commissione si è assunta inoltre l'impegno di approfondire successivamente la praticabilità del voto elettronico».
«E' evidente che la legge elettorale richieda l'approfondimento di altri temi, in particolar modo la governabilità - ha aggiunto la Morelli - oggi, l'obiettivo era la chiusura di un testo minimo che rispondesse al principio della segretezza del voto ed il lavoro sulla legge elettorale proseguirà. La Conferenza dei capigruppo, che si riunirà martedì 5 febbraio, deciderà sull'eventuale iscrizione, in via d'urgenza, per il Consiglio già convocato domani, anche alla luce degli approfondimenti richiesti dai commissari astenuti».

Ad astenersi sono stati i consiglieri Augusto Rollandin e Joël Farcoz dell'Union Valdôtaine, Pierluigi Marquis della Stella Alpina e Claudio Restano del Gruppo misto mentre Alpe, che ha votato in maniera differente rispetto ai colleghi di maggioranza, in una nota, ha ribadito che "pur considerando che sia necessario porre mano alla legge elettorale nel suo complesso, affrontando anche il tema ineludibile della governabilità, riteniamo urgente l'approvazione del testo attualmente in esame. Si tratta infatti di mettere in sicurezza in tempi brevi un principio da noi sostenuto da sempre: no al controllo del voto, si (sic!, probabilmente volevano scrivere "sì", l'avverbio invece del pronome. n.d.r.) al voto libero e democratico. Alla luce dei recenti fatti di cronaca che hanno evidenziato l'infiltrazione mafiosa e la diffusione del voto di scambio nella nostra regione, fenomeni incresciosi che contrastiamo da sempre, consideriamo che questa nuova legge elettorale sarà la prima medicina contro la corruzione ed il clientelismo".
"E' importante che vi sia una presa di distanza netta da tali storture ad opera della parte sana della politica valdostana - conclude la nota di Alpe - al fine di avviare un processo di recupero di valori democratici. E la prima occasione è data proprio dalla legge elettorale regionale".

ultimo aggiornamento: 
Lunedì 4 Febbraio '19, h.13.55

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