Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ad Aosta, alla "Scuola per la Democrazia": «l'Autonomia è quella della Vallée ma è anche quella di tutti»

Elena Meynet
Sergio Mattarella con Antonio Fosson e Luciano Violante

Sabato 10 novembre, in attesa dell'arrivo del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il salone "Viglino" del Palazzo regionale di Aosta è rimasto blindato fin dalle ore 15, dove fino a domenica 11 si svolge la decima edizione della "Scuola per la Democrazia", organizzata dal Consiglio Valle con l'associazione "italiadecide" di Luciano Violante.
Atterrato all'aeroporto "Corrado Gex" alle ore 15.57, dopo essere partito, venti minuti prima da Biella, il presidente Mattarella è stato accolto da molti cittadini in piazza Deffeyes, dove poi è stato salutato dalle autorità regionali e, dopo una "merenda" al foyer del Consiglio Valle, durante la quale ha ricevuto, dal presidente Antonio Fosson, una benaugurale "coppa dell'amicizia" in noce, si è poi seduto nel salone in prima fila accanto alla presidente della Regione Nicoletta Spelgatti, per seguire gli interventi delle autorità e di cinque giovani partecipanti alla "Scuola per la Democrazia".

«La democrazia si alimenta dalla partecipazione costante dei cittadini». «L'Autonomia è quella della Vallée - ha sottolineato Sergio Mattarella, parlando "a braccio", dopo aver preso alcuni appunti durante i discorsi che lo avevano preceduto - ma è anche l'Autonomia di tutti». E poi, rivolgendosi ai giovani amministratori che, da tutta Italia, sono ad Aosta per seguire la "Scuola per la Democrazia" ha aggiunto: «la democrazia nasce qui, è fondamentale rendersi conto, su qualsiasi argomento si affronti, che gli elementi che uniscono sono più di quelli che dividono. La nostra responsabilità, di tutti e di ciascuno di noi singolarmente, è di far capire questo ai cittadini, di coinvolgerli: la democrazia si alimenta della partecipazione costante dei cittadini».
«La democrazia è sempre in crisi perché la realtà cambia - ha continuato il Capo dello Stato, che ha parlato per circa 17 minuti ed è ripartito subito dopo - ed anch'essa si deve inverare. Sono i comportamenti che animano i fondamenti delle Istituzioni. Anche le nuove tecnologie offrono grandi risorse, ma anche cattivi utilizzi, se non si sa far uso di queste novità così incalzanti nella convivenza. Con questi mezzi di comunicazione, la politica deve ancora prendere le misure, ma questo avverrà».

«Contiamo sulla sua saggezza e sulla lungimiranza delle sue riflessioni». Il primo a parlare dopo l'ingresso di Mattarella, è stato il sindaco di Aosta: «mi sembra che uno dei mali di cui soffre il nostro Paese - ha rimarcato Fulvio Centoz - a partire dalle collettività locali fino a giungere ai vertici della politica nazionale, sia proprio costituito da una certa qual carenza di, tra virgolette, "educazione teoretica" ai temi della scienza della politica e dell'amministrazione che non può essere compensata, o comunque non può esserlo in maniera totale, dalla forza e dall'energia propulsiva, e necessariamente innovatrice, di cui, dobbiamo sempre riconoscerlo, i giovani sono sempre portatori. Per questo motivo, reputo la possibilità che la "Scuola per la Democrazia" offre a una platea selezionata di giovani amministratori di fondamentale importanza oltre che di elevato valore, sia per la qualità dei contributi presentati sia perché consente un utile confronto tra gli stessi amministratori su temi di indiscutibile rilevanza, fornendo, al tempo stesso, un solido corredo giuridico alla riflessione che si sviluppa durante le sessioni di lavoro».
«La sua presenza ad Aosta, è per noi di grande significato anche e soprattutto quale custode e garante della Costituzione da cui origina l'intera architettura istituzionale che regge l'Italia - ha proseguito il primo cittadino del capoluogo regionale, rivolgendosi direttamente a Mattarella - in questa fase così inquieta della storia del nostro Paese e del nostro Continente, in cui quanto si era costruito in termini di benessere e pace sembra essere messo in discussione ogni giorno di più da politiche dal respiro limitato quando non assente, per gli amministratori locali, quale io sono, che quotidianamente misurano la frustrazione e la rabbia dei cittadini per le difficoltà che la classe politica incontra nel fornire risposta alle loro legittime domande, il sapere di poter contare sulla sua elevata figura, riconosciuta e rispettata in Italia come a livello internazionale, quale Capo dello Stato e sulla saggezza e sulla lungimiranza delle sue riflessioni ci fa sentire un po' meno soli, ci rende più determinati, ancora orgogliosi di fare parte di questo grande Paese, e consapevoli che, pur incontrando grandi difficoltà nell'amministrare le collettività in questo tempo di crisi economica e, ancor più, di valori civili e democratici, possiamo farcela, e riprendere il nostro cammino verso un futuro migliore per i nostri figli e per l'Italia».

«La democrazia è un valore, non un costo». «In questa sala, dedicata ad un'illustre valdostana, Maria Ida Viglino, partigiana, autonomista e donna delle Istituzioni - ha dichiarato Antonio Fosson - è riunita l'Italia dei giovani che si impegnano, che si assumono delle responsabilità, che si sono messi al servizio delle loro comunità e del loro Paese. Noi, come Valle d'Aosta, abbiamo deciso di sostenerli in questo percorso. Perché crediamo che la democrazia sia un valore e non un costo. E investire sulla formazione dei giovani, sul dialogo e sul confronto intergenerazionale è un investimento non solo per gestire le necessità del presente, ma per porre le condizioni di sviluppo per il futuro. Per noi valdostani, signor Presidente, "Autonomia speciale" significa anche questo, solidarietà. Significa farsi carico degli altri, guardando oltre l'orizzonte delle nostre montagne. La Valle d'Aosta non ha mai mancato agli appuntamenti di solidarietà nazionale né alla storia dell'unità del nostro Paese».
Il presidente del Consiglio Valle ha ricordato il tributo del "Battaglione Aosta" durante la Prima Guerra Mondiale, l'impegno dei valdostani alla lotta di Resistenza e, con la "Protezione civile" il sostegno delle popolazioni colpite da calamità naturali: «oggi non possiamo fare a meno di rivolgere il nostro pensiero alle popolazioni delle regioni colpite dalla furia di una natura oramai fuori controllo - ha evidenziato Fosson - così come, in un momento di grande difficoltà economico-finanziaria dello Stato, la Valle d'Aosta ha concorso massicciamente al riequilibrio della finanza pubblica, pagando un prezzo davvero elevato».

«La nostra Autonomia deve essere sostenuta e sappiamo che lei la difenderà». «Emerge oggi con chiarezza e con forza, la necessità di ridefinire una politica nazionale che punti alla centralità del territorio quale unica fonte di sviluppo sostenibile per l'Italia - ha quindi chiesto a Mattarella il presidente del Consiglio regionale della Valle d'Aosta - in una logica di sussidiarietà, di leale collaborazione, di valorizzazione delle diversità che compongono il Paese. Principi che noi valdostani abbiamo sempre cercato di applicare nella storia del nostro Paese e di inserire nel nostro corpus legislativo, a partire dallo Statuto speciale e le sue successive attuazioni. Il nostro sistema delle autonomie interno, fondato sulla sussidiarietà e sul federalismo, parte dai nostri Comuni, primi veri interpreti delle aspettative della popolazione e tassello fondamentale per l'esercizio della democrazia di prossimità, oltre che autentico presidio del territorio montano volto ad evitare lo spopolamento e l'abbandono delle vallate. Oggi, signor Presidente, facciamo appello a lei, alla sua sensibilità e alla sua autorevolezza di uomo profondamente votato alle Istituzioni e alla democrazia, affinché l'Italia possa ritrovare un percorso di crescita nel rispetto del ruolo di ognuno, ad ogni livello di rappresentanza istituzionale e territoriale. Con la forza delle idee, il coraggio delle scelte e, soprattutto, con la convinzione che è nella valorizzazione delle diversità e del pluralismo che si ritrova l'unità».
«Crediamo nella forza della democrazia e vogliamo che la nostra Autonomia e le nostre specificità siano riconosciute e sostenute
- ha chiosato Antonio Fosson - e sappiamo che lei difende e difenderà queste nostre peculiarità. E allora ci consenta di dirlo alla nostra maniera, merci Monsieur le Président!».

«In Italia l'importanza dell'Autonomia è un patrimonio diffuso». Nicoletta Spelgatti ha portato, nel suo discorso, il ricordo di Emile Chanoux «martire della resistenza valdostana e tuttora ispiratore del pensiero autonomista valdostano» che «immaginava un'Italia federale, in grado di comporre, valorizzandole, le differenze, e non retta da un semplice decentramento amministrativo, che non è in grado, da solo, di dare voce alle istanze più autenticamente politiche dei territori».
«Molto è già stato fatto in questo senso - ha ricordato la presidente della Regione - il processo di coinvolgimento dei territori nell'esercizio della sovranità, come forma di potere diffuso e, quindi, democratico, anche se avviato con ritardo, è, infatti, proseguito. Si è affermata in Italia una forma di Stato certo ancora non federalista, ma in cui l'importanza dell'Autonomia e la valorizzazione e il rispetto dei territori sono ormai patrimonio diffuso. Molto rimane però da fare. Il che pone a monte, credo, qualche interrogativo sulla necessità di ancor più conciliare gli Stati europei e le loro articolazioni interne con l'appartenenza a un insieme, l'Unione Europea, senza timore di mettere in discussione le proprie identità, ma anzi mirando alla costruzione di meccanismi sempre più democratici e coinvolgenti che ne consentano la preservazione».

«Sapremo evitare l'eccesso di tecnocrazia». «Il problema che affrontiamo, che affrontano i sinceri europeisti, come lo sono i valdostani - ha concluso la Spelgatti - è allora prima di tutto il rischio che un percorso inverso, che parta dalla centralizzazione e dall'eccesso di tecnocrazia, anziché dalla composizione delle differenze dei territori in una logica partecipativa e solidaristica, possa arrestarne lo sviluppo o addirittura provocarne la crisi, un rischio che spero sapremo evitare».

ultimo aggiornamento: 
Sabato 10 Novembre '18, h.15.45

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