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Condannati i due truffatori napoletani arrestati a febbraio, ma le truffe non si fermano. Tre donne coinvolte e numerosi casi online

redazione 12vda.it
Gianluca Palmieri all'uscita del Tribunale di Aosta

Maria Esposito, 47 anni e Gianluca Palmieri, 28 anni, entrambi di Napoli, arrestati dai Carabinieri di Aosta lo scorso febbraio, sono stati entrambi condannati, nella mattinata di giovedì 13 giugno, dal Giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Aosta, Davide Paladino, ad una pena di quattro anni di carcere per i reati di truffa aggravata, furto con strappo ed indebito utilizzo di carte di credito.

Rubati soldi, gioielli e bancomat ad anziani con la truffa del "carabiniere". I due erano stati fermati e poi arrestati dai Militari dell'Arma dopo due truffe nei confronti di altrettante anziane donne aostane che avevano loro fruttato numerosi gioielli e 250 euro in contanti. La Esposito telefonava alle anziane avvisandole che «il figlio aveva investito un pedone» e che «per non essere denunciato» bisognava pagare una somma di cinquemila euro «in oro o contanti» che bisognava consegnare al "carabiniere", Palmieri, che si sarebbe presentato da lì a poco. Qualche giorno prima i due avevano anche utilizzato il "bancomat" di un anziano aostano, rubato con lo stesso sistema: «i due truffatori avevano fatto una serie di chiamate verso signore anziane, vedove, donne sole - sottolinea il Capitano Danilo D'Angelo, comandante della Compagnia di Aosta - sono dei tentativi, hanno un elenco e vanno avanti finché non trovano chi ci casca».

Oltre ottomila euro rubati ad altri due donne ad Aosta e Saint-Vincent. Nei giorni scorsi, una coppia è riuscita a rubare 6.500 euro ad una donna ultraottantenne di Aosta, "agganciata" all'uscita dell'ufficio postale, dove si era recata a ritirare la pensione: «questi due si sono spacciati come amici di famiglia, che conoscevano da tanto tempo il figlio - ha raccontato D'Angelo - e l'hanno accompagnata a casa, offrendosi di portarle le buste della spesa. Arrivati a casa dell'anziana, la donna è rimasta a parlare con lei mentre l'uomo si è introdotto nell'appartamento dove ha rubato contanti e gioielli che erano nascosti nella camera da letto».

L'altra truffa è avvenuta a Saint-Vincent, dove due finti idraulici sono entrati nella casa di una vedova, che abita da sola e, con lo stesso stratagemma, hanno portato via circa duemila euro: «il sistema è sempre lo stesso - ha aggiunto il Comandante dei Carabinieri di Aosta - sono di solito in due, agganciano le persone fuori casa, all'ufficio postale o mentre fanno la spesa, si spacciano per amici di parenti, falsi carabinieri, postini, direttori di banca, idraulici o altro e cercano, con una scusa, di entrare a casa. Poi uno tiene occupata la persona anziana mentre l'altro va in camera da letto a cercare oro, soldi e preziosi».
Sempre ad Aosta sono in corso, da parte della Polizia, gli accertamenti su una badante che avrebbe sottratto la tessera "bancomat" dell'anziana che stava assistendo, effettuando diversi prelievi, per un totale stimato di oltre ventimila euro.

Numerose anche le truffe online: chi acquista un cavallo e chi versa soldi invece di incassare. Oltre alle truffe agli anziani, circa una decina nello scorso anno, i Carabinieri hanno richiamato alla prudenza sugli acquisti online: «una volta la Magistratura incaricava esclusivamente la Polizia postale - ha evidenziato Danilo D'Angelo - ma ora non è più così ed anche noi stiamo studiando i diversi metodi di truffa su Internet. In Valle d'Aosta, e sembra una barzelletta, c'è chi ha cercato di comprare un cavallo e chi un trattore, ed in entrambi i casi, nessuno dei due è mai arrivato, nonostante i pagamenti degli acquirenti. Inoltre, in due diverse occasioni, un soggetto che aveva messo in vendita un telefono ed un altro che stava vendendo un'auto, hanno fatto loro dei versamenti di denaro a chi doveva acquistare i loro beni».
«Ormai non ci sono più i furti in abitazioni - ha concluso l'Ufficiale dell'Arma - non serve, andare fisicamente rubare è un rischio, anche perché la pena è diversa e basta una spinta durante una fuga a trasformarla in rapina. Prevenire è meglio che curare, anche perché la truffa online va dimostrata, e spesso, anche se si arriva al truffatore, questo presenta tremila precedenti penali, è nullatenente ed i soldi indietro non si avranno. Il soggetto potrà essere anche condannato e verrà incarcerato dopo tre condanne, ma quando uscirà dal carcere continuerà a truffare. Online c'è la possibilità di farla franca, soprattutto se i server sono fuori Italia, in Africa, ad esempio, è impossibile risalire alle identità, mentre per gli altri Paesi sono necessarie rogatorie internazionali ed indagini informatiche complesse».